La tragedia di uno schiavo in un discorso di Metello Scipione (Ascon. Mil. p. 35,7—11 = ORF 154, F2 Manuwald)

Authors

DOI:

https://doi.org/10.71390/arctos.159905

Keywords:

Asconio, Metello Scipione, Cicerone, Milone, 52 a. C., oratoria latina, schiavi, Asconius, Metellus Scipio, Cicero, Milo, 52 B.C., Roman oratory, slavery

Abstract

L’articolo si propone di ricostruire un episodio attestato unicamente nel discorso pronunciato in senato verso il 18 febbraio 52 a. C. da Quinto Metello Scipione, che noi conosciamo attraverso una sintesi di Asconio (35,7–10). Secondo la ricostruzione presentata nell’articolo, Scipione avrebbe attribuito a Milone, del quale sottolineava la fredda ferocia, l’intento di uccidere il figlio bambino di Clodio; nel tentativo di trovarlo, Milone avrebbe fatto sottoporre ad un violentissimo interrogatorio lo schiavo che si prendeva cura del bambino, ma questi, pur di non tradire i suoi padroni, sarebbe morto sotto le torture. L’episodio veniva sfruttato da Scipione a scopo patetico, per suscitare indignazione contro Milone e ammirazione per lo schiavo fedele del quale, eccezionalmente, era fornito anche il nome. Non è possibile pronunciarsi sull’attendibilità di questa vicenda, testimoniata da un’unica fonte molto tendenziosa, ma è significativo che Asconio non la includa nella propria versione dei fatti.

This article aims to reconstruct an episode recorded only in the speech delivered by Quintus Metellus Scipio in the Senate on 18 February 52 BC; Scipio’s speech is known to us from a summary by Asconius (35,7–10). According to the reconstruction presented in the article, Scipio attributed to Milo – whose cold ferocity was emphasised – the intention of killing Clodius’ young son. Milo was said to have violently interrogated the slave responsible for looking after the child in an attempt to find the boy, but the slave died under torture rather than betray his masters. Scipio exploited the episode for emotional effect, aiming to arouse indignation against Milo and admiration for the loyal slave, whose name, exceptionally, was also recorded. The reliability of this story, which comes from a highly biased source, is impossible to verify, but notably, Asconius did not include it in his own account of the facts.

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Published

2025-07-07

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Section

Articles