Sulla collocazione del pronome riflessivo nel sintagma formato dal verbo modale e un altro verbo all’infinito nel linguaggio scientifico
DOI:
https://doi.org/10.51814/nm.130199Keywords:
grammatica, sintassi pronominale, verbo modale, verbo riflessivo, infinitoAbstract
Lo studio esamina la collocazione del pronome riflessivo (PR) nel sintagma formato dal verbo modale (potere, dovere, volere) e un altro verbo all’infinito nel linguaggio scientifico, cioè la variazione tra l’anteposizione (p. es., si può fare) e la posposizione (può farsi) del PR. La questione è studiata empiricamente, in un corpus basato su varie ricerche in Internet (Startpage) (N=3842) e analizzando un campione costituito da 28 tesi dottorali recenti (N=557) di due università italiane geograficamente distanti una dall’altra (Milano, Catania). I risultati mostrano che il sintagma con il si impersonale presenta variazione relativa alla posizione del PR nel corpus di Internet, mentre appare sempre anteposto nelle tesi dottorali. Al contrario, i sintagmi col si passivante e col si riflessivo (cioè, i casi non parafrasabili con essere + part.) presentano più variazione, spiegabile con il significato lessicale dell’infinito. Inoltre, le tesi catanesi preferiscono in questi casi l’anteposizione e quelle milanesi la postposizione. Infine, il confronto fra le costruzioni <ci siamo Vmod + INF> e <abbiamo Vmod + INFci> dimostra una moderata preferenza (65,3%) per quest’ultima.
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